Il ricordo di Grace

Il ricordo di Grace

X lettera del dott. Ciantia

Kalongo, luglio 2016

“Ogni tanto mi capita di ricordare Grace, quando facevo di tutto per andare a trovarla più spesso, sia perché penso che ne fosse lieta (il suo sorriso era sempre commovente) sia perché mi faceva bene: mi riportava a capire il motivo per cui “faccio il direttore generale” oppure guido e convoco una riunione, scrivo una relazione e rispondo alla posta.

L’Ospedale ha un solo senso: accogliere e curare chi sta male. Qui si gioca tutto e questo è il terminale logico e morale di tutto.

Il mio ufficio è proprio di fianco alla chirurgia e spesso sentivo il suo lamento quando le veniva medicata la grave ferita addominale. Mi facevano molto male i suoi gemiti!

Nell’ultimo periodo era sempre più debole. Pochi giorni prima di morire, mi aveva chiesto con un filo di voce un frutto: obwolo munu. La traduzione era veramente difficile. Si tratta di questo: coeur de boeuf. Continua a leggere

La salita al monte Oret

La salita al monte Oret

IX lettera del dott. Ciantia

Kalongo, luglio 2016

Impresa!

Il mese scorso sono arrivati dall’Ospedale Lachor di Gulu, nove ospiti: tecnici e medici che lavorano nell’ospedale fondato dai coniugi Corti. Si tratta di due figure straordinarie di cui spero di raccontare più avanti.

Volevano scalare il monte Oret. Non ero molto convinto perché avevo da fare, ma poi stamattina alle 5 mi sono svegliato e mi sono aggregato.

Dai 1104 metri di altitudine dell’Ospedale, siamo arrivati ai 1604 della cima, in poco più di un’ora. Impresa compiuta!  Continua a leggere

Triplete!

Triplete!

VIII lettera del dott. Ciantia

Kalongo, luglio 2016

“Anche in Uganda abbiamo i “ponti”. La prima settimana di giugno è stata una settima “corta”, caratterizzata da feste importanti. Mentre abbiamo lavorato il 2 giugno, pur non dimenticando la nostra festa nazionale (di cui vado immensamente orgoglioso pur cosciente del pietoso stato della nostra patria), venerdì 3 giugno, ricorrenza dei Martiri d’Uganda, abbiamo fatto grande festa.

Triplete

Il triplete non è cosa da campioni. E’ qualcosa di più. E’ unico, straordinario, irripetibile. Eppure lei da anni ci prova: ha messo in campo tutte le sue capacità. Dopo un primo tentativo giovanile (18 anni fa), ha deciso di puntare su un solo uomo, fedele, capace, con ampia esperienza, che con lei avrebbe compiuto l’impresa.

Il 22 maggio si corona il sogno, dopo anni di prove, quando ci era già andata vicinissima in due occasioni. Eccolo, il 22 maggio: il triplete. Dopo 5 figli singoli e due serie di 2 gemelli, finalmente ecco le tre meraviglie Continua a leggere

Il cielo e la terra d’Uganda

Il cielo e la terra d’Uganda

VII lettera del dott. Ciantia

Kalongo, luglio 2016

“I cieli d’Africa sono uno spettacolo che toglie il respiro. Li ho contemplati nel volo che ci ha portato qui. O all’alba.

I cieli colorano di rosso le rocce della montagna che domina Kalongo.  E dopo pochi minuti le rocce di Oret tornano nere, come il magma solidificato nei secoli. Il cielo pare una promessa di bene: per gli antichi e per la Bibbia segno di alleanza tra cielo e terra.

Come cambia la realtà guardando il cielo, cercando la sua luce e alzando lo sguardo. Guardare in alto vuol dire attenzione allo sguardo della gente, ai sorrisi dei bambini.  Continua a leggere

Il coraggio di Deborah, Annet e Dorothy

Il coraggio di Deborah, Annet e Dorothy

VI lettera del dott. Ciantia

Kalongo, giugno 2016

“Carissimi amici,

Il tempo trascorre velocemente; succedono tante cose ed è difficile poterne trattenere tutta l’intensità. Qualcuno mi ha scritto che i miei racconti sono poetici e forse troppo generosi. Forse è vero. Oltre alla poesia ci sono tanti aspetti pesanti e difficili: la poesia non trasuda fluidi e non trasmette odori, come la realtà che viviamo in Ospedale. 

Deborah, Annet e Dorothy

Deborah Arach ha quindici anni e frequenta la Primary 7 a Kalongo1. Il fratello maggiore frequenta la scuola per infermieri a Lira (speriamo torni a lavorare da noi!).

La mamma, Susan Amony, ha prestato a lungo servizio con le suore comboniane e partecipò all’esilio forzato del 1987. Si trovava, infatti, a Lira, quando padre Giuseppe si ammalò e morì. Inizialmente aveva lavorato in Ospedale e lo stesso Ambrosoli l’aveva “intervistata” e impiegata. Ancor oggi lavora in lavanderia. Continua a leggere

Emergenza Malaria: il nostro impegno senza tregua

Kalongo, 15 luglio 2016

“Cari amici,

vi scrivo da Kalongo dove sono arrivata per partecipare al Board of Governors di fine anno (l’anno fiscale ugandese termina il 30 giugno).  Da Kalongo si torna carichi di energia e di coraggio.

Questa volta tornerò carica di frustrazione e di angoscia nel toccare con mano l’esplosione della malaria, una vera emergenza che è nuovamente “piombata” nella vita di adulti e bambini.

Un dramma causato dall’interruzione della campagna antimalarica “Indoor Residual Spraying” in tutta l’area del nord Uganda, che si aggiunge ai molteplici e crescenti bisogni sanitari a cui l’Ospedale deve rispondere ogni giorno.

Al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital la malaria è la principale causa di ricovero e al primo posto1 tra le prime 10 cause di morte in tutti i reparti.

L’epidemia ha determinato un’impennata dei ricoveri in Ospedale: +82% rispetto allo scorso anno. Te ne rendi conto visitando il reparto pediatria dove i bambini ammalati sono ovunque e dove il personale medico, con un’attenzione e una dedizione difficile da ritrovare, è in prima linea nel fronteggiare l’emergenza.

In quest’ultimo periodo nel reparto pediatrico dell’ospedale sono stati ricoverati fino a 271 bambini minori di cinque anni su 61 letti disponibili, con una prevedibile crescita del tasso di mortalità per una malattia assolutamente curabile, ma qui drammaticamente difficile da curare.

Basterebbe così poco…

Nei prossimi mesi sarà essenziale sostenere l’Ospedale nell’affrontare tempestivamente questa emergenza, per contribuire a ridurre la perdita di vite umane ma anche permettere all’Ospedale di continuare a operare regolarmente anche in tutti gli altri reparti.

Cosa fare dunque?

Il drammatico accrescimento di ricoveri soprattutto nel reparto pediatrico dell’Ospedale ha portato ad un aumento del consumo di medicine e materiale sanitario, nonché del carico di lavoro del personale sanitario. Per non lasciare l’Ospedale da solo ad affrontare tali spese ingenti e non programmate, lanciamo un appello per l’acquisto di medicine, materiale sanitario e di reclutamento nuovo personale clinico con l’obiettivo di fronteggiare l’emergenza per i prossimi 12 mesi.

Oggi più che mai il nostro contributo per combattere la malaria a Kalongo è vitale
Sono fiduciosa che anche in questo momento non ci farete mancare il vostro sostegno.

Grazie!”

Giovanna Ambrosoli 
Fondazione Dr. Ambrosoli

 

1Fonte: Analytical Annual Report 2014/2015. Per richiederne una copia, scrivici una mail

 

Ecco come puoi aiutarci! 

Causale EMERGENZA MALARIA
– Conto Credito Valtellinese IBAN: IT25M0521610900000000000750
– Conto UBI, Banca popolare di Bergamo IBAN: IT66R0542801602000000009367
– Conto corrente postale n° 8758230 oppure con carta di credito come donazione online

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Robina, Agness e Sr. Godliver sostenute dalla Family Copeland Foundation

Robina, Agness e Sr. Godliver sostenute dalla Family Copeland Foundation

Oggi vi raccontiamo l’esperienza della Family Copeland Foundation che, insieme alla Fondazione Dr. Ambrosoli, è uno dei maggiori sostenitori della St. Mary’s Midwifery School di Kalongo, considerata la migliore Scuola d’Ostetricia d’Uganda.

Bill e Holly Copeland, attivissimi sostenitori della St. Mary’s Midwifery School e fondatori della Family Copeland Foundation, hanno dato vita ad un progetto grandioso: costituire una Fondazione per raccogliere fondi e sostenere la formazione professionale attraverso il finanziamento di borse di studio per le studentesse più meritevoli della Scuola di Ostetrcia di Kalongo. Continua a leggere